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La Fisica che ci piace: libro ed evento

Caserta, ore 15.00, parto in auto con famiglia al seguito. Destinazione Napoli, libreria Feltrinelli a piazza dei Martiri, la mia preferita ai tempi dell’Università, ci passavo ore ed ore ad ascoltare musica o leggere libri seduto comodamente su una poltrona, spesso con i compagni di studio, con i quali si discorreva di infinito, filosofia morale, ecc.

Questa è volta non sono andato a leggere o ascoltare musica, ma ad assistere alla presentazione di un libro, non di Filosofia, di Letteratura, neppure di Informatica, si tratta di un libro di Fisica, non che la materia sia completamente fuori dai miei interessi, anzi, sono sempre stato appassionato di fisica quantistica, di astronomia, ho letto tanto di Hawking e vedo volentieri documentari. Certo, non sono un esperto e la materia è ostica per la maggior parte delle persone. Il libro mi incuriosiva non solo per il successo mediatico, ormai se ne parla ovunque, ma perché a scriverlo è stato un docente decisamente fuori dal comune…

Certo il libro parla della materia, ma non nel modo in cui ci aspetteremmo da un libro di settore, è pieno di metafore, citazioni, esempi di vita concreta, dalle formiche alle fette biscottate, dai taralli ai trulli pugliesi. Il testo è talmente scorrevole che non ti accorgi nemmeno che stai apprendendo una materia scientifica, c’è talmente tanta narrazione, empatia che trasuda dalle pagine, autobiografia, che l’apprendimento è una logica conseguenza.

Sono tre anni che ho un blog sulla Didattica Innovativa, che propongo a centinaia di colleghi in tutta Italia un nuovo modo di insegnare, basato sulla tecnologia come strumento, certamente, ma sulle metodologie come mezzi di trasmissione innovativi, moderni e soprattutto efficaci. Ero curioso, pertanto, perché il prof. Vincenzo Schettini è riuscito, con il suo particolare metodo di insegnamento, non solo a motivare e coinvolgere i suoi studenti, ma studenti di tutta Italia, docenti e anche persone che di Fisica non avevano mai sentito parlare nella loro vita. Il suo metodo funziona, quindi dovevo assolutamente conoscere l’artefice di tutto ciò.

Sally

In auto metto Sally, la canzone di Vasco, per farla conoscere a mio figlio, incuriosito dalla citazione che apre il primo capitolo del libro La Fisica che ci piace, che avevo acquistato in prevendita e di cui avevo letto soltanto il primo capitolo prima della presentazione di sabato 15 ottobre a Napoli. Mia moglie arguisce che la versione di Sally cantata da Fiorella Mannoia sia più bella, pertanto per par condicio metto su anche quella. Per quanto sia doloroso ammetterlo, devo dare ragione a mia moglie, è uno di quei rari casi in cui una cover supera l’originale per interpretazione e intensità. Proprio quei due versi:

perché la vita è un brivido che vola via,
è tutto un equilibrio sopra la follia...

Sono interpretati dalla Mannoia in maniera magistrale, tutta la tensione della canzone si condensa su di essi.

Ma cosa c’entra con il libro?

Non posso dirtelo, ma lo capirai quando leggerai il primo capitolo, dedicato a carrelli, formiche, fette biscottate e….

Intanto siamo arrivati a Napoli, piccola sosta in una famosa pasticceria del centro, poi parcheggiamo l’auto nel bellissimo parcheggio ricavato all’interno della galleria borbonica e ci dirigiamo a piazza dei Martiri. Non c’era traffico e siamo nettamente in anticipo. Facciamo un giro per la libreria e poi andiamo a vedere la sala dedicata all’incontro, già piena per metà nonostante manchino due ore. Allora decidiamo di prendere posto, in seconda fila, per non rischiare di restare fuori. Non potevamo saperlo, ma in effetti sarebbe successo, molte persone sono rimaste fuori e si sono perse un vero e proprio spettacolo.

Lo show

17:30, ho ingannato l’attesa leggendo altri due capitoli del libro, moti ed energia, botole e battipanni…

Preciso come un orologio svizzero, dall’entrata laterale della sala, dove è adagiato un bellissimo pianoforte a coda, entra il prof. Schettini, che butta un occhio al pianoforte (che poi userà perché è anche musicista) e si dirige verso la sala con una lavagnetta in mano. Esplosione di gioia da parte del pubblico, sinceramente non ho mai assistito ad una presentazione di un libro in cui ci fosse tanta energia, tanto moto da parte del pubblico, tanta carica, un’onda di entusiasmo, per una materia così affascinante quanto complessa, una vera forza insomma.

Potrei descrivere, ma visto che il prof. ha autorizzato i “lovvini” presenti a riprendere e condividere immagini e video della serata, preferisco che tu lo veda con i tuoi occhi.

Da quel momento in poi è stato un vero e proprio show, il prof. Schettini ha dimostrato tutta la sua abilità di comunicatore, coinvolgendo la folla, con la quale stabilisce immediatamente un rapporto empatico, raccontando aneddoti della sua vita, della sua esperienza al CERN, presentando la mamma e il papà che erano al suo seguito e intanto spiegando concetti di Fisica come se si trattasse di spiegare il fuorigioco, con una semplicità disarmante. Insomma, chi non vorrebbe avere un professore così?

Per un momento mi sono lasciato completamente trasportare dall’atmosfera e mi sono sentito uno studente anche io, ho interagito con il prof. che faceva domande al pubblico, spaziando dalla fisica quantistica a Dragonball, tanto che quando ha chiesto al pubblico chi fosse il personaggio che fa la fusione con Gohan, il nerd che è in me non ha potuto fare altro che rispondere prima degli altri: “Si chiama Trunks!” (in realtà la fusione è tra Goten e Trunks che diventano Gotenks, ma perdono il prof. per questa svista…).

Ad un certo punto chiede se vi siano docenti in sala, ne siamo tanti e ci rivolge parole di incoraggiamento, ci dice di non aver paura di osare, di sperimentare, di coinvolgere i ragazzi, di provare i social come strumento di comunicazione. Per un momento incrocia il mio sguardo, sembrava quasi parlasse con me, di certo mi ha colpito con le sue parole e mi ha trasmesso una carica (elettrica?) che ancora mi scorre dentro e mi incoraggia nella mia attività di divulgatore.

Infinito e sfogliatelle

Arriva il momento delle domande: ne arrivano tantissime, qualcuna sulla Fisica, altre sull’insegnamento, sui capelli e su progetti futuri. Il pubblico in sala è vario, ci sono adulti, ragazzi e anche bambini, tutti molto interessati (mai avrei pensato che mia figlia di otto anni potesse divertirsi alla presentazione di un libro!). Un ragazzo chiede al prof. cosa pensi della correlazione tra destino e Big Bang, si entra nello scientifico e allo stesso tempo nel filosofico (ma c’è veramente differenza?), si assapora l’infinito.

Poi arriva il momento del firma copie, bisognerebbe essere veloci ma il prof. vuole accontentare tutti, ci sono persone venute da lontano e tanti in attesa sulle scale. Non nega una foto a nessuno, si vede che è a suo agio e veramente contento di questa accoglienza napoletana, che poi è simile a quella ricevuta in altre parti d’Italia. Arriva anche il mio momento, riesco a far fare la foto a mio figlio, poi a me e a scambiare due parole veloci. Prima di arrivare alla libreria, come ho scritto sopra, ho fatto una rapida sosta da Carraturo, una delle migliori pasticcerie di Napoli, e mi sono fatto preparare un pacchetto di sfogliatelle. Gliele porgo come si farebbe con un amico che non vedi da tempo, è la prima volta che lo incontro in realtà, a Didacta l’avevo mancato, ma dopo quell’intensa ora era come se lo conoscessi. Gli strappo l’autorizzazione di poter scrivere un articolo sul mio blog, per poter parlare dell’evento, del piacevole pomeriggio di Fisica e buonumore, del libro e di didattica innovativa, il metodo Schettini insomma.

Da gran signore quale è mi dice ovviamente di sì. Me ne vado contento, anche se sono senza energie e affamato, ci vuole una pizza, magari in riva al mare, con vista Castel dell’Ovo…

Intervista da prof. a prof.

Io sono fatto così, mi sembrava quasi di avergliela estorta, puntandogli delle sfogliatelle alla gola, quell’autorizzazione a raccontare le emozioni della serata in un articolo. Anche se non era necessario, il mio è un blog sulla Didattica Innovativa, uno dei più seguiti, pertanto dovrei essere autorizzato già solo per questo a parlare di un innovatore quale è il prof. Schettini, avevo bisogno di una conferma. Così, prendendo spunto da una chat sulle prossime presentazioni in giro per l’Italia, gli scrivo e gli espongo le mie remore.

Vincenzo è una persona straordinaria, umana ed empatica come poche, pertanto non solo mi ribadisce che posso scrivere l’articolo, ma accetta pure di farsi intervistare da me! Non riesco a parole a descrivere l’entusiasmo e la contentezza quando mi ha risposto, ma te lo lascio immaginare.

Lo avviso, dato  che non sono un giornalista (anche se nel mio passato ci sono anche due anni di inviato per una testata calcistica…), saranno domande da prof. a prof., sulla didattica e le metodologie, ma anche qualche curiosità.

Va bene, ti ho trattenuto oltre, se hai avuto la pazienza di leggere tutto il preambolo, ecco l’intervista:

Ciao Vincenzo, innanzitutto complimenti per il libro e per come tu sia riuscito a coinvolgere e a far appassionare tanta gente alla Fisica, grazie alla tua simpatia, ad una didattica sperimentale ed esperienziale e ad un uso intelligente dei social network.

I tuoi video e le tue presentazioni sono improntati alla trasmissione di qualcosa di molto più profondo che la semplice conoscenza della Fisica. Tu trasmetti empatia e provochi emozioni, e posso dirlo per certo dalla presentazione che hai fatto a Napoli. Quanto è importante per te, nel processo di apprendimento, il rapporto emotivo ed empatico con gli studenti?

È davvero importante, fondamentale. Lo è stato per me da studente, i docenti empatici mi hanno lasciato moltissimo, quelli che invece non avevano spazio per le emozioni non li ricordo nemmeno …

Il libro è una forma di comunicazione molto diversa dai video, anzi qualcuno potrebbe dire, in una visione un po’ statica che oppone vecchio e nuovo in termini di strumenti di apprendimento, che è proprio l’opposto del modo in cui sei solito comunicare e fare le tue lezioni. Pertanto, sono curioso di sapere come ti sei approcciato alla scrittura? Hai riscontrato questa difficoltà di trasmissione? Come hai deciso di superarla?

All’inizio ho avuto molta difficoltà anche perché io non sono uno scrittore, quindi ho cercato uno stile tutto mio che è maturato col tempo. Poi le grafiche, le foto, l’idea di inserire dei suggerimenti a livello di esperimenti hanno fatto il resto!

Ho letto il libro ed è scritto veramente bene, chiaro e scorrevole, non credo sia mai stato scritto niente del genere su una materia tanto affascinante quanto ostica come la Fisica. Scorrere le pagine del tuo libro è come “leggere un tuo video”. Mi pare ovvio che tu abbia un’attitudine molto spiccata alla comunicazione, è un dono che hai sempre avuto o lo hai coltivato con il tempo? Quanto ti ha aiutato con il lavoro di insegnante?

Questa è sicuramente una bellissima domanda! Il dono della comunicazione è in me da sempre, mi piaceva organizzare il festival di Sanremo a casa quando ero piccolo, mi piaceva fare il presentatore e avevo appena 10 anni! Sicuramente tutto questo mi aiutato tantissimo nel ruolo di docente che tra l’altro dovrebbe essere un buon comunicatore.

Vincenzo, ti seguono tanti studenti ma anche tanti docenti, la tua popolarità e il fatto che il tuo metodo funzioni sta spingendo anche i colleghi ad innovare il loro modo di approcciarsi alla didattica. Cosa ti senti di consigliare ai professori che cercano nuovi modi per coinvolgere i ragazzi di oggi e farli appassionare alla loro materia?

Di provarci, di essere se stessi, di trovare un proprio stile senza avere paura, perché questa è la chiave del successo personale come docenti.

Sono molto curioso, in generale che rapporto hai con i tuoi colleghi e la dirigenza? Come hanno accolto a scuola questa tua popolarità?

La mia dirigente è innamorata di me da tempo, innamorata delle cose che faccio, ha sempre creduto che io rappresentassi il futuro. I colleghi sono sempre stati molto gentili e mi hanno visto sempre con curiosità.

Tu sei il futuro, un futuro ormai presente, sei l’emblema di una didattica sulla costruzione della relazione come imprescindibile presupposto alla trasmissione dei contenuti. Proprio sul futuro ho una domanda impertinente: Sono sicuro che i progetti che hai in cantiere sono tanti e che non puoi parlarne. Se però dovessi scegliere una modalità che ti permetta di continuare nella tua attività di divulgatore, cosa ti piacerebbe fare?

In futuro mi piacerebbe fare TV anche perché sono cresciuto con la televisione e penso che la televisione al momento non tiri fuori nuove idee, secondo me è arrivato il momento di rischiare!

Come erano le sfogliatelle?

Ottime, adoro!

♥️♥️♥️

Conclusioni

Prima di concludere l’articolo, un paio di riflessioni. Ci ho provato, ma non so se sono riuscito a tenere a freno la parte emotiva nella scrittura di questo articolo, nonostante lo abbia composto qualche settimana dopo. L’incontro con Vincenzo Schettini mi ha coinvolto, mi ha emozionato, ha reso finalmente visibile la mia idea di didattica, per un attimo ho visto materializzarsi, prendere forma e persona quella frase di Popper che è sulla home page del mio blog da quando ho iniziato questo progetto:

“Sognavo di poter un giorno fondare una scuola in cui si potesse apprendere senza annoiarsi, e si fosse stimolati a porre dei problemi e a discuterli; una scuola in cui non si dovessero sentire risposte non sollecitate a domande non poste; in cui non si dovesse studiare al fine di superare gli esami.”

La Didattica (Innovativa) che ci piace!

Anche io sono un professore che punta molto sulla relazione in classe, sul coinvolgimento e sulle attività pratiche, ogni tanto mi diletto a fare video su YouTube, Instagram e TikTok. Ma questo vuol dire che dobbiamo tutti prendere esempio e diventare come lui?

Ovviamente no, la strada giusta è quella che proprio il prof. ha indicato rispondendo alla quarta domanda: ognuno deve trovare il suo stile e proporre le innovazioni che più si adattano al proprio modello di insegnamento. Non siamo tutti multipotenziali e anche se lo fossimo, non lo siamo tutti allo stesso modo (se non sai cosa significhi essere un multipotenziale, leggi questo articolo, converrai con me che il prof. Schettini è il prof. più multipotenziale d’Italia!).

La scrittura è per me il mio modo di esprimermi e non a caso il blog è il mezzo di comunicazione che mi ha dato, e spero continuerà a darmi, maggiori soddisfazioni. Non è tanto importante il come, l’importante è provarci.

Quasi dimenticavo….sono certo che ti è venuta voglia di leggere il libro, edito da Mondadori. Bene lo trovi in libreria o puoi ordinarlo su Amazon, cliccando sull’immagine. Buona lettura!

Poi mi dirai quanto ti piace la Fisica!

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