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Linee Guida per l’Uso dell’IA a Scuola a cura della rete di Scuole del Friuli Venezia Giulia

La rete di scuole FVG, coordinata dal Liceo Stellini di Udine, DS Luca Gervasutti, ha da poco pubblicato il risultato di circa un anno di lavoro, che ha coinvolto 55 istituzioni scolastiche, formatori, professori universitari, avvocati, istituzioni, allo scopo di fornire delle linee guida replicabili per l’adozione dell’Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione a quella Generativa, a tutte le istituzioni scolastiche.

L’obiettivo è ambizioso, si tratta infatti di raccogliere la sfida dei tempi in cui viviamo e preparare gli studenti al presente e al futuro, in una prospettiva etica e responsabile. Questo obiettivo passa necessariamente per la formazione dei docenti, che con il DM 66 hanno la possibilità di esplorare e comprendere le implicazioni dell’IA a scuola (se non sai da dove iniziare, dai un’occhiata alla mia serie di 5 webinar per Mondadori Education).

Per onestà intellettuale, anche se il mio nome figura nel documento tra i formatori, ci tengo a precisare che non sono stato in alcun modo coinvolto nella stesura delle linee guida. Ho solo tenuto per la rete di scuole un webinar sui chatbot educativi, argomento che ho introdotto nel panorama educativo italiano nel 2021, in tempi non sospetti e prima dell’esplosione dell’IA generativa. Il webinar è stato molto seguito e solo in questo senso posso dire di aver fornito il mio contributo al progetto.

In questo articolo, riassumo il contenuto delle 102 pagine del documento, diviso in sei sezioni, in modo che possa fartene un’idea prima di andarlo a scaricare gratuitamente dal sito, con il link che ti fornirò in fondo all’articolo. Secondo me vale davvero la pena dare un’occhiata al documento, come punto di partenza per la stesura di una policy adeguata per la propria scuola, che ovviamente andrà personalizzata al contesto. Le sei sezioni del documento:

  1. Io, IA e Noi
  2. Nuove frontiere
  3. Modelli operativi
  4. Per una didattica conversazionale
  5. Appendice
  6. Strumenti e glossario

Vediamole più nel dettaglio.

Introduzione all’IA

Il documento inizia con una panoramica sull’importanza dell’intelligenza artificiale nel contesto educativo. L’IA non è solo una tecnologia avanzata, ma uno strumento che, se utilizzato correttamente, può migliorare significativamente l’insegnamento e l’apprendimento. Viene sottolineato come l’IA possa preparare gli studenti per le sfide future, promuovere la creatività, migliorare l’efficacia dell’insegnamento e affrontare le questioni etiche connesse al suo uso.

Nuove Frontiere

In questa sezione le linee guida delineano un quadro dettagliato su come l’IA possa essere integrata efficacemente nei processi educativi. É una parte del documento che mi piace molto, perché rispecchia proprio quelle indicazioni che ho contribuito a diffondere nei corsi di formazione, convegni e altre occasioni.

L’IA rappresenta una forma avanzata di comunicazione artificiale, che, pur non replicando l’intelligenza umana, facilita nuove modalità di interazione. Attraverso i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), come ChatGPT, l’IA è in grado di generare risposte coerenti e pertinenti, trasformandosi in uno strumento utile per l’apprendimento e l’insegnamento. Tuttavia, è importante ricordare che l’IA non comprende il contesto umano e le emozioni, ma risponde basandosi su algoritmi di apprendimento automatico, come ho anche io più volte ribadito.

Potenzialità e Limiti dell’IA

Le scuole sono incoraggiate a sfruttare le potenzialità dell’IA per migliorare l’efficacia didattica e personalizzare l’apprendimento. Tra le applicazioni pratiche vi sono:

  • Tutor Virtuali: Assistenti digitali che offrono supporto personalizzato agli studenti.
  • Valutazione Automatica: Sistemi che correggono compiti e test, fornendo feedback dettagliati e immediati. Su questo punto è necessaria un’ulteriore riflessione, per comprendere effettivamente cosa  dobbiamo valutare. Alcune competenze possono essere valutate solo tramite osservazione diretta, senza considerare che i modelli di Machine Learning potrebbero generare dei bias. In sostanza, a mio avviso, non siamo ancora pronti e forse non dovremmo delegare un’operazione tanto importante come la gestione del feedback a sistemi automatizzati, che non tengano conto della sua componente emotiva.
  • Analisi dei Dati: Strumenti che raccolgono e analizzano dati sulle prestazioni degli studenti, aiutando a identificare aree di miglioramento e a personalizzare l’insegnamento.

Impatto sull’Interazione Educativa

L’integrazione dell’IA modifica anche la dinamica dell’interazione educativa. L’insegnamento tradizionale, basato su un modello asimmetrico di trasmissione del sapere, viene trasformato in un processo più collaborativo e interattivo. Gli insegnanti diventano facilitatori dell’apprendimento, mentre gli studenti assumono un ruolo più attivo e partecipativo. Questa trasformazione richiede un ripensamento delle strategie didattiche e delle competenze richieste agli insegnanti.

Etica e Responsabilità

Un aspetto fondamentale delle nuove frontiere dell’IA è l’attenzione alle implicazioni etiche e sociali. Le scuole devono educare gli studenti alla responsabilità etica nell’uso dell’IA, promuovendo una riflessione critica sui suoi impatti. È essenziale che l’IA sia utilizzata in modo trasparente e che i dati degli studenti siano protetti. Le linee guida insistono sull’importanza di evitare l’uso di tecnologie invasive, come la biometria e il monitoraggio comportamentale, e di garantire un approccio equo e inclusivo.

I sistemi di IA che dovremmo utilizzare dovranno tener conto del recente AI Act dell’Unione Europa, che li classifica in base al rischio. Recentemente, in mio post su Facebook e Linkedin sono stato molto polemico nei confronti dell’utilizzo delle espressioni facciali da parte del nuovo modello ChatGPT-4o, quindi sono contento di trovare la stessa attenzione alla Privacy e al GDPR nel documento (pp. 29-30). Difatti, il mio post è stato condiviso anche dalla rete di scuole FVG sul loro profilo Facebook.

Preparazione per il Futuro

Preparare gli studenti per il futuro è uno degli obiettivi principali delle nuove frontiere dell’IA. Le scuole devono fornire competenze e conoscenze che permettano agli studenti di affrontare le sfide e le opportunità legate a questa tecnologia emergente. L’IA può essere utilizzata per sviluppare competenze avanzate, stimolare la creatività e promuovere l’innovazione. Inoltre, è fondamentale che gli studenti siano consapevoli dei limiti dell’IA e sviluppino un pensiero critico verso le tecnologie digitali.

Ho trovato molto interessante il paragrafo Intelligenza Artificiale e skills e in particolare il focus sulle due direzioni principali di utilizzo dell’IA, che sono le stesse che ho indcato nel terzo e quarto webinar per Mondadori: IA a supporto del docente e IA a supporto dello studente, e che costituiscono le basi dell’AIED (Artificiale Intelligence in Education).

Modelli Operativi

La sezione sui modelli operativi prende le mosse da alcuni documenti internazionali, per proporre dodici competenze con i relativi indicatori, una sorta di framework operativo, tra l’altro declinato per ordine di scuola. Sarebbe troppo lungo vederli tutti, ti invito a leggerli da p. 40.

Per una didattica conversazionale

Questa sezione parte dalla presa di coscienza che i modelli di apprendimento sono necessariamente destinati a cambiare, data la natura del dialogo uomo-macchina, che muta sensibilmente con l’avvento dei chatbot basati su IA generativa come ChatGPT, Gemini, Claude. Si pone quindi come sia ancora più rilevante sviluppare nei nostri studenti (e docenti) il pensiero critico, affinché sia l’uomo a guidare la conversazione e non farsi prendere dalla pigrizia, accettando per vero tutto quanto prodotto da questi sistemi. Qui vale il vecchio adagio di Norbert Wiener, padre della Cibernetica:

«Qualsiasi macchina costruita per indicare delle decisioni, se non possiede la facoltà d’imparare, agirà sempre in conformità di uno schema meccanico. Guai a noi se la lasceremo decidere della nostra condotta senza aver prima studiato le leggi che governano il suo comportamento, e senza sapere con certezza che questo comportamento sarà basato su principi che noi possiamo accettare! D’altra parte, come il genietto della bottiglia, la macchina che può imparare e può prendere decisioni sulla base di tale conoscenza acquisita, non sarà in alcun modo obbligata a decidere nello stesso senso in cui avremmo deciso noi stessi, o perlomeno in modo a noi accettabile. Per colui che non avrà coscienza di ciò, addossare il problema della propria responsabilità alla macchina […] vorrà dire affidare la propria responsabilità al vento e vedersela tornare indietro fra i turbini della tempesta.»

(Norbert Wiener, Per un uso umano degli esseri umani, 1950)

Il capitolo prosegue con una guida al prompting, cioè all’abilità di scrivere delle richieste efficaci ai modelli di IA. La guida propone 15 consigli per scrivere prompt efficaci, aggiungendo altri elementi a quelli classici, cioè definizione del ruolo, target, istruzioni, stile. Alcuni di questi punti sono in realtà ridondanti e da utilizzare solo in casi specifici, non valgono per tutti i prompt. Anzi, rischiano di creare un po’ di confusione e di non rispettare una delle regole fondamentali del prompting, cioè l’iterazione e la divisione dei compiti in più istruzioni successive. Infatti, nonostante le finestre di contesto dei modelli di linguaggio diventino sempre più ampie, al momento è sempre consigliabile non fornire troppe istruzioni, per evitare risposte poco elaborate, e procedere invece per passaggi successivi.

Esempio di regolamento per le scuole

Infine, nell’Appendice del documento vengono forniti esempi di regolamenti scolastici, un glossario e alcuni strumenti.

Il glossario è molto succinto, se vuoi approfondire ti consiglio di consultare questo che ho redatto qualche mese fa e scaricabile gratuitamente QUI.

La parte che mi ha convinto di meno di tutto il documento, invece, è quella relativa all’esempio di regolamento d’istituto sull’IA. Non si tratta, ovviamente, di una critica ma di una probabilmente diversa idea di scuola. Nella mia visione, l’IA dovrà traghettarci verso un modello di scuola in cui le verifiche tradizionali e i compiti a casa non hanno più senso d’esistere, in cui il tempo di scuola è un tempo attivo e proattivo, in cui lo studente apprende in diversi modi, alternando momenti di studio autonomo e di learning by doing, di lavoro di gruppo e di metacognizione, con i suoi ritmi, e con l’IA che funge da tutor virtuale in grado di aiutarlo a raggiungere i propri obiettivi di apprendimento, concordati con l’insegnante. Insomma, a mio avviso, la scuola dei compiti a cosa non va d’accordo con la scuola dell’Intelligenza Artificiale.

Nel documento leggiamo: “Lo studente deve preventivamente concordare con il docente il livello di supporto consentito”, che lo studente non debba utilizzare l’IA senza il permesso dell’insegnante (dando per scontato che lo studente sia stato autorizzato dai genitori all’uso degli strumenti). Si tratta a mio avviso di raccomandazioni utopiche, irrealizzabili in contesti scolastici reali e in contraddizione con quanto detto sopra in merito all’impatto dell’IA sull’interazione educativa.

Anche la tabella di valutazione con l’indicazione dei livelli di utilizzo dell’IA va in una direzione un po’ ambigua, che da una parte prende coscienza dello strumento, ma dall’altra tende a limitarlo, inquadrandolo in una didattica di tipo tradizionale.

Un regolamento come quello proposto, nella realtà dei fatti non farebbe altro che produrre un utilizzo smodato dell’IA da parte degli alunni, che continuerebbero a svolgere con essa tutte quelle attività in cui non sono supervisionati (a casa, ad esempio), senza che il docente possa saperlo.

Difatti, come ho più volte ribadito, l’IA ci costringe a prendere sul serio quel cambiamento dei modelli didattici di cui parla da decenni, pensare di introdurla nello stesso sistema didattico che la maggior parte dei docenti pratica oggi, sarebbe utopistico, nonché uno spreco di una tecnologia dalle enormi potenzialità per il successo dei nostri studenti.

Conclusioni

Per concludere, la lettura delle Linee Guida della Rete di Scuole FVG è stata davvero interessante, mi ha impegnato per un fine settimana e mi ha permesso di riflettere su alcuni punti della mia visione di classe potenziata dall’IA.

Il documento è un ottimo punto di riferimento per le scuole che iniziano a prendere coscienza dell’IA, per introdurla in maniera graduale e responsabile, formando docenti e studenti alle implicazioni prima e agli utilizzi, poi. Come tutti i documenti, è migliorabile e sono sicuro che gli esperti che lo hanno progettato assicureranno anche una revisione periodica.

Oltre a quanto espresso sopra in merito all’esempio di regolamento, secondo me contraddittorio rispetto a quanto espresso nelle altre parti del documento, ho notato anche la mancanza di riferimenti bibliografici, tra i tanti di ottimo livello proposti, ad attività didattiche che i docenti hanno sperimentato durante questi due anni (come ad esempio quelle illustrate sul numero 3/2023 di Bricks), elemento che mina un po’ l’idea di progettazione e stesura “dal basso” , che è invece essenziale, insieme ai contributi di esperti accademici e di altri settori.

Se l’articolo vi ha incuriosito e volete scaricare e leggere le Linee guida del progetto Costruire il Futuro, le trovate QUI.

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