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Masterclass for STEAM 2022 di Fondazione Golinelli

Se hai seguito i miei profili social Facebook e Instagram avrai notato qualche post dedicato ad un percorso di formazione in presenza che ho seguito dal 18 al 22 luglio 2022 a Bologna. Si tratta della seconda edizione della Masterclass for STEAM, un percorso di formazione d’eccellenza destinato a circa 20 docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado provenienti da diverse regioni italiane, organizzato da Fondazione Golinelli e Confindustria Emilia Area Centro.

Benché reduce dall’interessante ma anche faticoso corso sull’Intelligenza Artificiale organizzato dal Polo STEAM di Cuneo (se non hai ancora letto l’articolo dedicato ti consiglio di farlo, lo puoi trovare qui), ero comunque pieno di entusiasmo e di energie verso questo stimolante percorso, per il quale avevo superato una selezione che partiva da lontano.

La selezione

Per accedere a questa seconda edizione era infatti necessario presentare la propria candidatura entro il 19 aprile, riassumendo le proprie esperienze, competenze e formazione e realizzando un breve video con il quale sostenere la propria candidatura.

I posti riservati erano così distribuiti:

  • 10 insegnanti di scuola secondaria di I grado (7 di ambito scientifico e tecnologico, 3 di ambito umanistico)
  • 10 insegnanti di scuola secondaria di II grado (7 di ambito scientifico e tecnologico, 3 di ambito umanistico).

Quindi, nonostante il mio background tecnico e la mia esperienza aziendale (riassunti nella pagina Chi sono), le mie possibilità di rientrare in uno dei tre posti destinati agli insegnanti di materie umanistiche del mio ordine di scuola non erano tante, pertanto potrai immaginare la soddisfazione quando il 4 maggio ho ricevuto l’email di conferma di essere stato ammesso!

Da allora ho iniziato ad immaginare come potesse essere questo percorso, che tipo di colleghi avrei incontrato e quali attività avremmo svolto. Avevo aspettative altissime e….sono state ampiamente superate.

Come al solito, vorrei provare in questo articolo a condividere un po’ di quanto appreso con i colleghi che hanno il piacere di leggermi. Ti avviso in anticipo che quello che riuscirò a descrivere è solo una minima parte di quanto ho potuto sperimentare durante questa intensa settimana di formazione, ma se vuoi sapere il perché di questa limitazione ti toccherà leggere l’articolo fino in fondo e lo capirai.

Intanto, puoi leggere il bando qui e un articolo di Orizzonte Scuola qui e tenere d’occhio i canali social di Fondazione Golinelli se ti interessa partecipare alla prossima selezione.

Il Percorso

Dopo la comunicazione di essere stato selezionato, le attività sono iniziate con due incontri di preparazione online, i giorni 11 e 12 luglio. Durante questi incontri, oltre a fare la conoscenza degli organizzatori e dei colleghi partecipanti e a prendere dimestichezza con gli strumenti, abbiamo avuto la possibilità di seguire due lezioni ispirazionali di due ospiti d’eccezione:

  • La prima di Louise Archer, professoressa di Sociologia dell’educazione all’UCL (University College London) e membro dell’Accademia delle Scienze britannica, sullo Science Capital come leva per l’inclusione sociale (puoi leggere un articolo della Fondazione al riguardo qui)
  • La seconda di David Stroupe, professore associato presso Dipartimento di Teacher Education della Michigan State University e Direttore di Science e Society at State, su ingiustizia epistemica e sapere condiviso. Anche su questo argomento, puoi trovare un approfondimento qui.

Dopo alcuni esercizi di riflessione ci è stato chiesto di progettare una sorta di mascotte personale che in qualche modo potesse fungere da introduzione creativa e scherzosa. Di fianco il mio “capolavoro”, chi mi conosce coglierà qualche riferimento alla mia personalità…

Finalmente, lunedì 18 è iniziato il percorso in presenza con una serie di attività che provo ad elencarti in maniera sommaria. Non è mia intenzione, infatti, riportare precisamente quanto svolto durante questo intenso percorso di formazione, come capirai a breve, gli argomenti per quanto estremamente interessanti, sono solo una parte della complessità e del fascino della Masterclass for STEAM di Fondazione Golinelli. Voglio comunque fornirti degli interessanti spunti di approfondimento e mi riservo di trattare approfonditamente alcuni di essi in prossimi articoli.

Le attività

  • Attività di gruppo come Icebreaking guidata da una docente che ha partecipato all’edizione 2021 della Masterclass for STEAM
  • Laboratorio sul mindset
  • Laboratorio su arte e tecnologia con la bravissima Elisabetta Nanni
  • Visita al Liceo STEAM International di Bologna
  • Laboratorio di Intelligenza Artificiale (puoi immaginare la mia contentezza visto quanto mi appassiona l’argomento!)
  • Design thinking!
  • Attività conclusiva sul lato umano dell’analisi dei dati
  • Pitch conclusivo

In tutte le attività è stato dato il giusto risalto alla dell’acronimo STEAM, a conferma di quanto il lato artistico ed umanistico sia indissolubilmente legato agli aspetti tecnici e, a scuola come nella società, sia in qualche modo destinato a guidarli e tenerli insieme fornendo una base di senso. Difatti, come mi ha detto Elisabetta Nanni durante il suo laboratorio: “Lorenzo, mi raccomando, oggi non fare l’informatico” ed io ho cercato di seguire il consiglio tirando fuori la creatività con risultati inusuali ma soddisfacenti.

Come dicevo, ho inserito questa panoramica (non esaustiva) degli argomenti affrontati solo per fornirti qualche spunto didattico, ma la peculiarità del percorso di formazione non è negli argomenti, che immagino varieranno ogni anno, e neanche nella bravura e preparazione indiscussa dei formatori, piuttosto sulle modalità di conduzione e svolgimento del programma, che proverò a spiegare nel prossimo paragrafo.

Cosa rende speciale la Masterclass for STEAM di Fondazione Golinelli?

Sono un corsista seriale, la mia curiosità mi spinge a seguire tutti i corsi che ritengo possano interessarmi per una crescita personale e professionale, soprattutto se ritengo che possano apportare miglioramenti alla mia pratica didattica e avere un risvolto di valore per i miei studenti. Ebbene, ho seguito tanti corsi, online ed in presenza ma in nessuna occasione ero stato così coinvolto emotivamente. La Masterclass for STEAM non è stato un semplice percorso di formazione in presenza.

Prendi 20 docenti da diverse regioni, con diverse esperienze, che lavorano in diversi contesti e hanno competenze diverse ma tutti con un solo obiettivo: rendere la scuola un luogo di apprendimento costante e coinvolgente non solo per gli studenti ma anche per i colleghi. Ora che hai questi docenti, chiedi loro di lavorare insieme nel progettare soluzioni innovative, di sentirsi un po’ studenti, di risolvere problemi in maniera creativa, di mettere a disposizione del gruppo le proprie competenze, di sapersi mettere da parte quando necessario e soprattutto di fermarsi a riflettere prima individualmente e poi insieme su quanto fatto, su come poteva andare diversamente e su cosa migliorare la prossima volta. Cosa otterrai?

Otterrai una fucina di idee, un mix esplosivo di passione, competenza, voglia di superare i propri limiti e anche degli artefatti eccezionali. Ecco ora prova a rifare tutto questo con i tuoi studenti e goditi la meraviglia dell’espressione del loro talento e comprenderai perché è parte del nostro ruolo allentare le briglie di un’istruzione che segue schemi che hanno probabilmente fatto il loro tempo e far emergere quanto di nascosto e inespresso è nella potenzialità dei ragazzi.

Conclusioni

Come avrai notato, il percorso di Fondazione Golinelli, la Masterclass for STEAM 2022, è riuscito a far uscire il mio lato emotivo. Una bravissima collega, che conosce il mio lavoro, le mie competenze e quanto abbia dato ai colleghi e alle scuole come formatore, con le mie guide e il canale YouTube, mi ha chiesto proprio in virtù di tutte queste mie competenze già acquisite e del fatto che ero preparato su quasi tutti gli argomenti del corso, se avessi imparato qualcosa durante questa settimana.

Non ho avuto esitazioni nel rispondere: ciò che ho imparato va molto oltre le competenze tecniche, perché mi sono potuto confrontare con docenti altrettanto prepararti (se non di più), ho potuto attingere alla loro esperienza, che tutti hanno volontariamente e senza remore condiviso, ho migliorato la mia capacità di progettare in team (anche di saper stare un po’ in silenzio ogni tanto…), di creare valore per i nostri studenti e molto molto altro. Dopo cinque giorni ero stanco perché ho profuso tutte le mie energie, ma ne desideravo altri cinque.

Quindi concludendo, la Masterclass for STEAM è un percorso di formazione innovativo e speciale perché prevedeva tutto questo, la chimica di interazione che si è formata e ci fatto lavorare così bene insieme è, come dire, “parte del programma”.

Ti confesso che ho più volte riflettuto se scrivere quest’articolo così a ridosso della formazione oppure aspettare che il turbinio di emozioni scemasse un po’, ma poi ho deciso, per quanto possibile, di provare a “mettere su carta” queste emozioni per descrivere al meglio questa settimana in cui, per una delle rare volte nella mia vita professionale, non mi sono sentito un pesce fuor d’acqua. Spero di aver anche trasmesso un po’ della mia passione verso questo lavoro.

Pertanto, un ringraziamento sentito a tutto lo staff di Fondazione Golinelli e ai miei compagni di avventura che , come ho scritto in questo post, sono sicuro rivedrò ancora perché ci dirigiamo tutti verso la stessa meta.

E ora?

Ma poiché come diceva il buon Ungaretti “la meta è partire“, la Masterclass for STEAM non finisce qui ma continua con la fase di follow up, ossia incontri con lo staff che hanno lo scopo di aiutare a diffondere quanto appreso nella propria scuola, a partire da settembre, dopo un po’ di meritato riposo.

 

Galleria fotografica

Ho avuto anche un po’ di tempo per girare per Bologna, città affollata ma magnifica che non visitavo da tanti anni, proprio nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, ti lascio una galleria di foto.

Altre risorse:

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